Elezione Europee 2019 – l’ambiente nei programmi elettorali: Forza Italia

A pochi giorni dal 26 maggio, data in cui tutti i cittadini europei voteranno per decidere chi andrà a comporre il Parlamento Europeo per i prossimi anni, occorre avere un’idea chiara sui programmi dei vari partiti. Il nostro pianeta è in grave difficoltà e l’Unione Europea è tra i maggiori responsabili di emissioni di CO2 a livello globale. I prossimi anni saranno fondamentali per far sì che avvenga la svolta tanto auspicata dai climatologi di tutto il mondo. La composizione del nuovo Parlamento Europeo potrebbe dunque essere l’ago che farà pendere la bilancia dall’una o dall’altra parte. Oggi proseguiamo la rassegna dei partiti italiani più avanti nei sondaggi e analizziamo il programma, in tema di ambiente, di Forza Italia.

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Tra il dire e il fare…

L’ondata ambientalista che sta travolgendo l’Europa dalla nascita del movimento “Fridays For Future” non è sfuggita ad un sempre attentissimo ex premier Silvio Berlusconi. Ed ecco che, dopo anni di legislazione in cui Forza Italia ha fatto poco o niente per la tutela dell’ambiente, sul programma di Forza Italia compare un punto, il dodicesimo su dodici, intitolato “sviluppo e rispetto dell’ambiente”.

Nella sua descrizione, tuttavia, non viene fatta menzione di nessun provvedimento pratico per contrastare in maniera decisiva l’avanzamento dei cambiamenti climatici. L’unica eccezione è un piccolo accenno al problema della plastica. La risonanza a livello mediatico del tema è sicuramente maggiore di quella di altre minacce sicuramente più gravi quali innalzamento dei mari, inquinamento dell’aria, perdita di suolo, estrazione ed utilizzo dei combustibili fossili e via dicendo. Una coincidenza? Probabilmente no. Sorprendente e sicuramente azzeccata da un punto di vista mediatico è la pubblicazione di un video in cui Silvio Berlusconi si fa portavoce del messaggio di Greta Thunberg, erigendosi a paladino dell’ambiente. Svolta o strumentalizzazione del problema? A voi la decisione.

Forza Italia e ambiente: un binomio disgiunto solo fino ad oggi?

Non si possono cancellare anni ed anni di governo in cui niente, o quasi, è stato fatto in favore dell’ambiente. Il partito di Silvio Berlusconi ha seguito per anni la logica del profitto sopra ogni cosa. E questo modo di pensare ed agire ci ha portato all’emergenza climatica a cui assistiamo oggi. Agli ambientalisti più attenti questo non sarà sfuggito. Risulta dunque difficile pensare che un voto per Forza Italia corrisponda ad un voto per la salvaguardia dell’ambiente.

La comparsa improvvisa di un punto, confuso e molto poco specifico, alla fine del programma ha più che altro le sembianze di una mossa atta ad accaparrarsi qualche voto in più. Così come il video che il Cavaliere ha pubblicato sui social del partito. A meno di un repentino cambiamento di mentalità all’interno dell’organizzazione, che ci auguriamo possa essere avvenuto ma che andrà dimostrato coi fatti, questa scelta altro non è che un’ulteriore strumentalizzazione del problema dei cambiamenti climatici per cambiare la percezione dell’opinione pubblica rispetto al partito, anche se saremmo lieti di essere smentiti. La lotta ai cambiamenti climatici ha bisogno di tutti.

Tuttavia se desiderate fare una scelta ambientalista, e non siete amanti del rischio, Forza Italia non rappresenta sicuramente la scelta più adeguata, almeno fino a quando non avrà mostrato un serio desiderio di cambiamento.  Il voto di questa domenica sarà fondamentale per garantire la sicurezza delle future generazioni su questo pianeta. Scegliamo bene, scegliamo la salvaguardia del pianeta.

Elezioni Europee 2019 – L’ambiente nei programmi elettorali: Lega

Locandina elettorale Lega

Manca meno di un settimana alla chiamata alle urne per eleggere il nuovo Parlamento Europeo per il quinquennio 2019-2024. In un periodo politicamente, socialmente ed economicamente tumultuoso come quello attuale è particolarmente importante fare scelte consapevoli. Soprattutto per quel che riguarda l’ambiente. Per questo noi di L’Ecopost abbiamo deciso di presentarvi un riassunto degli obiettivi in materia d’ambiente dei programmi dei maggiori partiti politici candidati alle elezioni per l’Italia. In questo articolo analizziamo la Lega.

La Lega e il MENL: nessuna parola spesa per l’ambiente

Ad onor del vero, c’è poco da analizzare. La Lega non sembra essere interessata al tema dell’ambiente. Il partito capitanato dall’attuale vicepresidente nonché ministro dell’interno non ha ancora pubblicato nessun vero programma per le imminenti elezioni europee – ed è quindi prevedibile che non lo farà – preferendo adottare piuttosto quello del MENL.

Screenshot sito MENL con logo del movimento
Il logo del movimento con dietro la leader francese Marine Le Pen.

MENL sta per Movimento per un’Europa delle Nazioni e delle Libertà (Movement for a Europe of Nations and Freedom) ed è uno schieramento transnazionale guidato dalla politica francese Marine Le Pen. Navigando sul sito ufficiale non si trova alcun riferimento all’ambiente. I punti su cui fa leva il MENL, e dunque la Lega, sono: democrazia, sovranità, identità, specificità, libertà. Sul sito della partito italiano se ne trova un sesto. Ma anche questo non riguarda l’ambiente.

Salvini e l’ambiente

L’assenza di visione o, per meglio dire, il silenzio del partito in testa ai sondaggi nazionali sulla tematica ambientale dovrebbe essere allarmante. Perché ciò significa che milioni di italiani che voteranno per eleggere i politici leghisti al parlamento europeo, lo fanno senza sapere cosa significhi il loro voto in termini ecologici, per il territorio italiano, europeo e internazionale.

La Lega a guida Salvini non si è certo distinta per la sensibilità ambientale. Ripercorrendo a ritroso le dichiarazioni in materia, il leader del carroccio mistifica spesso il tema, trasformandolo in motivo di ilarità. Più volte si è scagliato contro gli ambientalisti – «da salotto» – o ha invocato l’aumento di temperatura connessa al cambiamento climatico, così da porre rimedio alle rigide temperature che affliggono la penisola italiana – senza peraltro mettere in relazione l’assurdo comportamento atmosferico con la sua causa, ovvero il cambiamento climatico per l’appunto. Un modo trumpiano di affrontare il tema. Inoltre la Lega ha spesso professato la propria vicinanza al mondo dell’edilizia e delle grandi opere (tra l’altro ben due i condoni edilizi dalla nascita dell’attuale governo), e a quello venatorio.

Post su sito Lega a favore della caccia
Un vecchio post sul sito della Lega (Nord) che contestava la validità della proposta dell’ex ministro Brambilla per l’abolizione della caccia.

Il voto contro l’Accordo di Parigi sul clima

Ma a svelare la vera posizione della Lega sull’ambiente è un altro fatto, risalente al 2016. Quando, in occasione del voto del Parlamento Europeo sull’Accordo di Parigi per la lotta al cambiamento climatico, gli allora parlamentari europei Matteo Salvini, oggi ministro dell’interno, e Lorenzo Fontana, oggi ministro per la famiglia e le disabilità, votarono contro. Due dei cinque parlamentari leghisti a farlo, gli unici tra gli italiani.

Il commento

Un voto per la Lega non è certo un voto per l’ambiente. L’agenda politica dell’ex partito secessionista appare non avere spazio né per contemplare, né tantomeno per affrontare la questione ecologica. Quello che dovrebbe essere una delle priorità assolute passa in ultimissimo piano. La motivazione è probabilmente duplice e va trovata nella difesa di interessi di altro tipo e nel fatto che ci sono già altri partiti, in primis il Movimento 5 Stelle, Europa Verde e La Sinistra, a dividersi l’elettorato che si preoccupa per l’ambiente e per il pianeta.