Green wave: quando i Verdi vincono in Europa

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È stato tempo di elezioni. In questa ultima tornata, che ha visto diversi Paesi e regioni al voto, i Verdi vincono in Europa. Sarà l’inizio della scalata green che permetterà all’Unione di mettere in pratica il Green New Deal?

Chi sono i Verdi?

Prima di addentrarci nei risultati raggiunti, è utile chiarire alcune tappe storiche del movimento ambientalista da cui poi nacque l’European Green Party.

Il primo partito dei Verdi venne fondato in Germania, nel 1979. Le battaglie politiche principali vertevano sull’organizzazione del trasporto pubblico in modo più efficiente e sul controllo dell’inquinamento e dell’energia nucleare. Divenne ufficiale a livello nazionale nel 1980: il suo programma prevedeva la smilitarizzazione dell’Europa, attraendo la componente più a sinistra del SPD (partito socialdemocratico). Nel 1984 presero il 5,6% dei seggi del Bundestag, il parlamento federale.

Anche in altri Stati l’ambiente cominciò a ricoprire un ruolo chiave all’interno del panorama politico. Così, nel febbraio 2004, i 34 partiti verdi pan-europei decisero di riunirsi all’interno del Partito Verde Europeo. Da allora, si sono impegnati a proporre manifesti innovativi per spingere l’Unione a una consapevolezza maggiore.

Nel 2019, rinnovando l’auspicio per una conversione verde, avevano affrontato temi “caldi”. L’investimento in una economia equa, la garanzia di un reddito minimo dignitoso nei Paesi membri, la protezione della salute erano solamente alcuni dei punti salienti del programma.

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I Verdi sono il vero vincitore in Nordreno-Vestfalia

Il Nordreno-Vestalia è la regione più popolosa della Germania. Circa 14 milioni di elettori sono stati chiamati alle urne il 27 settembre per scegliere i propri rappresentanti comunali.

A Colonia, Henriette Reker, sindaco uscente, ha ottenuto il maggior numero di voti. È sostenuta dai conservatori e dai verdi. Ad Aquisgrana, la candidata Sibylle Keupen ha vinto con il 67,3%, superando l’avversario della CDU, storico partito di Angela Merkel. Anche a Bonn. Katja Dörner è arrivata prima, con il 56,27%.

Dopo un testa a testa, anche a Wuppertal si è imposto -di misura- il candidato dei Grünen, Uwe Scheidewind. Il gruppo locale dei FridaysForFuture ha festeggiato la vittoria: « Ci aspettiamo una buona ed esemplare politica per il futuro di Wuppertal»

Le idee verdi spaziano in tutti i settori della vita cittadina. Non può esserci benessere senza inclusione sociale, né salute senza spazi verdi. Sembrano proposte semplici, ma, evidentemente, non ancora realizzate.

I verdi vincono in Europa: la scalata green non si ferma in Nordreno-Vestfalia. (credit: facebook/federazioneverdi)

I Verdi vincono in Europa: le ultime elezioni statali tedesche

A marzo 2020, Statista.de ha calcolato la quota ottenuta dai Verdi alle ultime elezioni statali negli stati federali fino a febbraio 2020. La ricerca della piattaforma dati ha raccolto informazioni dal 2016 all’inizio di quest’anno. Le disparità esistono. Ad Amburgo i Grünen si attestano al 24,2%, mentre nel Saarland si fermano al 4%. A Brema, in Baviera e in Assia, oscillano tra il 17 e il 19%.

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In Belgio arriva il governo “Vivaldi”

Si chiama coalizione “Vivaldi”, dalle quattro famiglie politiche che compongono quello che dopo 17 mesi è ufficialmente il nuovo governo belga. Verdi, socialisti, liberali e social-cristiani hanno, infatti, giurato davanti al Re pochi giorni fa. Un’altra vittoria per il partito ambientalista, che è tornato dopo 17 anni. I ministri green sono arrivati alla cerimonia in car sharing, con macchina elettrica.

I risultati ambiziosi sono ripresi a quasi vent’anni di distanza: l’uscita dal nucleare entro il 2025, ridurre le emissioni di un ulteriore 55% entro il 2030, portare il Paese ad avere una visione più inclusiva e sostenibile. La nuova vice-primo ministro verde del Belgio sarà Petra De Sutter, ministra della funzione pubblica. Al ministero dell’energia. fondamentale la presenza della verde Tinne Van der Straeten.

I verdi vincono in Europa: in un post Facebook, la Federazione Verdi italiana si congratula con Petra De Sutter. (credit: facebook/federazioneverdi)

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I verdi vincono in Europa…e in Italia?

In Italia, il risultato alle ultime elezioni è in crescita, ma rimane comunque contenuto. Elena Grandi, co-portavoce della Federazione dei Verdi, il 26 settembre ha confermato il passo in avanti. «In queste elezioni abbiamo ottenuto un grande risultato. Oltre ogni aspettativa. Abbiamo fatto qualcosa di straordinario: con poche forze, pochi soldi, poco tempo, nessun sostegno mediatico (al solito). Con il Covid. E con in sovrappiù la campagna per il no al referendum, che ci ha visti in prima linea.

Abbiamo fatto in molte zone percentuali ben oltre il 3%, abbiamo saputo raccontare il nostro progetto. Abbiamo contribuito a dare un segnale molto forte anche riguardo al referendum: molti italiani hanno detto no e di questo si dovrà tenere conto. […] Parliamo con tutte e con tutti, procediamo nella costruzione di Europa Verde, abbattendo muri e istruendo ponti, ma sempre consapevoli del nostro essere ecologisti e Verdi.»

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Trasformare l’ondata verde in mare di idee e azioni

Il vento sta cambiando. L’ondata di voti “verdi” sottolinea la necessità di vedere la transizione energetica e la salvaguardia climatica come perni non solo per l’attivismo, ma come obiettivi per la politica. Il Green New Deal, le riforme verso filiere produttive e alimentari sostenibili sono le nuove sfide e le impellenti necessità per cambiare abitudini e poter vivere in un ambiente sano e non a discapito di esso.

La rotta deve essere ridisegnata e ampliata. L’orizzonte verso un futuro totalmente green è ancora lontano. Possiamo festeggiare, per un attimo, perché i Verdi vincono in Europa. Ora, dobbiamo impegnare tutte le forze politiche perchè adottino azioni che non vadano contro il pianeta in cui viviamo.