50 anni di Luna, sogni e rifiuti

Sono passati 50 anni dalla prima passeggiata sulla Luna, dal primo piede, quello di Neil Armstrong, che toccò la superficie lunare e che fece emozionare milioni di persone attaccate agli schermi. Forse si trattò dell’unico evento che vide formarsi una vera e propria unione planetaria che rese tutti vincitori, forse un po’ meno i russi. Questa impresa di portata fantascientifica lasciò un segno indelebile nella storia recente e diede vita ad un nuovo corso di esplorazioni: l’uomo pioniere dello spazio.

50 anni di luna

Sino ad ora nessuna missione ha avuto una partecipazione così sentita come quella che spinse Apollo 11 sul nostro satellite. La speranza è che magari un domani, seppur non troppo prossimo, qualcosa di simile possa ripetersi. Si pensa infatti che ci vorranno almeno altri dieci anni prima che possa ripetersi un’impresa tanto titanica come fu quella dell’allunaggio, i riflettori sono puntati tutti su Marte come indiziato principale. Colonizzeremo quindi un altro pianeta? Questo non si sa ma gli esperti sono al lavoro per far sì che almeno una missione con equipaggio possa realizzarsi nel breve-medio periodo, vedere il progetto della SpaceX capitanata da Elon Musk, oppure i piani d’azione delle eterne rivali USA e Russia, fino ad arrivare alle nuove contendenti nel campo come Cina, India e Europa. Insomma, ci sarà da divertirsi e da fare il tifo.

Il sogno che diventa realtà

Quello che è certo per ora, e che pare sia realizzabile nel breve termine, sono i viaggi turistici sulla Luna. Ebbene si, chi vorrà potrà prenotarsi una vacanza, un viaggio di nozze, o quel che sarà sul nostro benamato satellite. Le cifre sono così assurde che a permettersi una cosa del genere potrebbe essere giusto qualche milionario desideroso di spendere qualche spiccio in altro che non siano gli ormai noiosi e “umani” svaghi. Ma cosa porteranno questi viaggi? Le direzioni possono essere tante: potremmo abituarci a vedere delle storie Instagram su un cratere lunare; oppure, un grande afflusso comincerebbe a portare degrado. Sicuramente tutto ciò spegnerebbe semplicemente quel fascino che avvolge questi posti quasi inarrivabili. Il più positivo potrebbe pensare che magari parte del corposo ricavato di queste iniziative potrà servire per future missioni. Forse è sin troppo presto per fare previsioni anche di questo tipo.

Oltre 170 milioni di detriti nello spazio

Ciò che dobbiamo ritenere importante in questo momento è lo stato in cui versa la nostra orbita, ovvero intrisa da milioni di rifiuti che fluttuano allegramente intorno alla Terra. Tutto ciò a soli 50 anni dall’arrivo sulla Luna. Forse ancora per poco potremo chiamare il nostro pianeta Terra visti gli ormai sconcertanti numeri di altre materie che lo popolano, sulla superficie e non.

Oggi, nel cinquantennale dell’epica impresa di Apollo 11 festeggiamo anche quello che si nasconde dietro le quinte, o meglio quello che si lasciano dietro questi affascinanti viaggi verso nuovi orizzonti. Chi più chi meno tende ad interessarsi a questo argomento, grazie anche agli straordinari contributi dei recenti film come Interstellar, Gravity o The Martian che hanno fatto tornare in auge la voglia di scoperta. Pensare che National Geographic ha addirittura creato una docuserie su un’avveniristica missione su Marte, originale e molto formativa. Purtroppo, c’è anche da dire che si parla poco o niente di quello che lasciano lungo la strada queste missioni con equipaggio e non. Per farsi un’idea di ciò basta prendere in esame i dati forniti in un breve servizio di Rai 3 Geo. Ebbene i numeri dei rifiuti presenti nello spazio sono incredibili. Si stimano oltre 170 milioni di detriti più grandi di un millimetro e un cimitero di circa 5.000 satelliti che orbitano sopra le nostre teste senza più alcun segno vitale.

Due occhi su ciò che disseminiamo lungo il percorso

Forse viene da chiederci, perché dovremmo rovinarci con le nostre mani? Potremmo semplicemente essere più accorti nelle pulizie di casa senza non dover per forza andare a cercare nuove dimore tirate a lucido altrove. A parte l’ironia, ben vengano milioni e milioni di altre spedizioni che ci fanno sognare e ci tengono con il fiato sospeso, ma un occhio di riguardo, facciamo pure due, andrebbero messi a vigilanza su ciò che disseminiamo lungo il percorso di queste avventure spaziali. Sarebbe un atto più che dovuto dopo 50 anni dalla prima visita sulla Luna. Quindi dovremmo cercare dei sistemi con ciò che oggi ci offre di meglio la tecnologia per rimediare a l’intasamento di spazzatura che abbiamo anche sopra la testa. Al vaglio degli scienziati ci sono diversi progetti: dalle braccia meccaniche alle reti acchiappa rifiuto ma sono ancora in via di progettazione.

Alla fine dobbiamo sbagliare per crescere ed imparare, dobbiamo reinventarci per raggiungere ciò che sembra irraggiungibile. Restiamo puliti dentro e fuori, e arriveremo umani e puri dove vorremmo. Noi popolo di sfide e di esploratori.