Dove si buttano i trucchi?

come smaltire prodotti make up

Una domanda che ci si pone spesso, a cui in questo articolo proviamo a dare risposta: dove si buttano i trucchi? Esistono diversi modi per smaltire prodotti make up. Non saremmo però un sito di informazione ambientale serio se non iniziassimo scrivendo quello che le persone non vorrebbero sentirsi dire. Se vogliamo davvero portare il nostro contributo al bene del pianeta, i prodotti per il make-up, così come tanti oggetti accessori della nostra vita, non dovrebbero essere comprati. O meglio, non dovrebbero essere comprati in quantità elevate, diventando, di fatto, pure velleità dannose per l’ambiente e, quindi, per noi.

Anche i trucchi possono essere sostenibili

Ma, come suggerisce il documentario Minimalism, di cui sempre caldeggiamo la visione, un regime minimalista che sia anche sostenibile deve prevedere alcune valvole di sfogo. Il make-up può essere una di queste, dal momento che per molti è, oltre che una passione e/o un mestiere, anche una vera e propria terapia, spesso più psicologica che fisica.

Leggi il nostro articolo: “Minimalism, un documentario su ciò che è importante”

Se quindi non si riuscisse a rinunciare al make-up, un altro modo per risolvere il problema alla radice è quello di attuare una profonda e mirata ricerca ogniqualvolta ci accingiamo ad acquistare i trucchi. Informarsi è la chiave per rendere il nostro rituale artistico o di bellezza più sostenibile.

Infatti, scegliere alcuni brand piuttosto che altri, può fare davvero la differenza. Alcune marche producono cosmetici contenuti in packaging di legno o cartone o, più in generale, di materiale biodegradabile. Un esempio è Naturaverde bio, che propone trucchi totalmente (o in parte) in cartone riciclabile. Talvolta è possibile trovarli nei negozi della catena Acqua e Sapone.

dove buttare i trucchi

Altri hanno una politica di smaltimento per la quale, riportando i contenitori vuoti dei prodotti al negozio, questi verranno appositamente riciclati, così che anche il brand possa beneficiare di un grande risparmio in termini di materia prima. Un esempio è quello di LUSH, un brand attento all’ambiente, sia per il riciclo sia per la produzione dei cosmetici stessi.

Attenti alla trappola

Anche una grande azienda come MAC, seppur non sia propriamente l’emblema della sostenibilità, quantomeno ha una politica di reso efficace, chiamata Back to MAC. Portando sei prodotti vuoti in negozio sarà infatti possibile ricevere un altro prodotto in regalo.

Attenzione però. Incoraggiare il cliente a comprare, finire e riportare prodotti il più spesso possibile è più una trappola di marketing che una vera dimostrazione di cura per l’ambiente. Non fatevi quindi catturare dalla rete e utilizzate questo loro servizio in modo genuino, quando realmente il prodotto risulta finito, senza accelerare i tempi.

In più, se non avete necessità del cosmetico che vi verrà dato in cambio di quello vuoto, lasciatelo al prossimo cliente. Creerete così un circolo virtuoso per il quale l’azienda sarà portata a produrre un pochino meno, utilizzando quindi meno packaging. Oppure accettate il prodotto e riciclatelo per un regalo, evitando così in futuro di comprare altri oggetti e, quindi, altri materiali da smaltire.

Dove buttare i trucchi vecchi o scaduti, oltre all’indifferenziata

Il problema maggiore è sempre quello di capire dove si possono buttare i trucchi. Infatti, sia il contenuto dei cosmetici sia il loro packaging sono quasi sempre non riciclabili, se non contrariamente specificato sulla confezione. La cosa più semplice e spesso, purtroppo, anche l’unica da fare e è quella di gettare l’intero contenitore nel sacco della indifferenziata.

Se però vi sentite di fare un piccolo sforzo in più, è possibile rendere lo smaltimento dei cosmetici meno dannoso. La chiave per il riciclo corretto di qualunque prodotto, sia cosmetico che non, è sempre la divisione dei materiali, dove possibile. Tante volte purtroppo i prodotti cosmetici sono costituiti da una grande quantità di materiali non divisibili, come i pennelli, che diventano quindi non riciclabili. Ecco perché è molto importante informarsi sul loro materiale prima dell’acquisto.

dove buttare i trucchi

Se invece il packaging è riciclabile e quindi, per esempio, in materiale plastico, basterà togliere il make-up residuo, e gettare il packaging nell’apposito contenitore. Per esempio, se si tratta di una terra o un blush, basterà raschiare il contenuto rimanente. Per il rossetto, si può raccogliere con un cucchiaino o una spatolina il prodotto rimasto sul fondo, o ancora è bene svuotare il vasetto del fondotinta o del correttore del liquido in questione.

Gettate poi il contenitore vuoto e pulito nell’apposito cestino, che sia plastica, vetro o metallo, a seconda delle regole del vostro comune.

Leggi anche: “Dove lo butto? Consigli per la raccolta differenziata”

Dove si buttano i cosmetici? Non solo nell’indifferenziata

Dove si butta, quindi, il contenuto dei trucchi? MAI gettarlo nel lavandino! Sopratutto se si tratta, per esempio, di una grande quantità di fondotinta scaduto oppure di un lucidalabbra. Non possiamo mai sapere quali agenti chimici siano contenuti in quel prodotto e quanto possano danneggiare le falde acquifere. Gettateli, piuttosto nell’indifferenziata.

Oppure, ancora meglio, raccogliete i prodotti in un contenitore a parte, che chiuderete ogni volta molto bene, fino ad accumularne una buona quantità. Dopodiché potrete portarli alla discarica e chiedere a chi di dovere dove è possibile gettarli, specificando che si tratta di prodotti cosmetici che probabilmente hanno sostanze chimiche al loro interno.

Per questo, ancora una volta, è importante informarsi sulla composizione dei cosmetici. Quelli naturali al 100%, per esempio, sono da prediligere rispetto a quelli tradizionali, che non lo sono. I brand di cosmetici naturali stanno proliferando, ancora più di quelli con il packaging sostenibile. Qualche esempio? Puro Bio, Neve Cosmetics, Benecos, La Vera, Nabla. Avete solo l’imbarazzo della scelta.

Riciclare trucchi con il “fai da te”

Infine, da non sottovalutare è il riciclo DIY, ovvero “fatto in casa”, dei prodotti. Per esempio, è molto facile riutilizzare gli ombretti o i rossetti che non mettiamo più (o che non abbiamo mai messo) ma che sono ancora in buone condizioni. Gli ombretti, se bagnati con po’ d’acqua, possono diventare divertenti tinture da dare ai nostri bambini per i loro attacchi d’arte. O, perché no, per i nostri attacchi d’arte.

dove buttare i trucchi

Gli ombretti possono poi essere essere sbriciolati, facendone una polverina e mischiandola a una crema idratante. In questo modo si otterrà un blush fai da te, un illuminante (se è un ombretto perlescente), oppure una terra abbronzante. Se la polverina si mischia al burro cacao, ecco che avrete una tinta labbra idratante e del colore che preferite. Per quanto riguarda i rossetti, possono anch’essi diventare blush, ombretti, o, perché no, pennarelli per i bambini.

Struccarsi soltanto con acqua. Grazie, FaceHalo

Ebbene sì, ho trovato un prodotto che ha rivoluzionato il modo di struccarmi e che non è ancora molto conosciuto. Forse mi direte che ho scoperto l’acqua calda, ma io non credo. Sto usando FaceHalo da qualche mese ormai e per me che non indosso moltissimo trucco è stata la svolta. Si tratta di un dischetto in microfibra poco più grande di quelli in cotone cui siamo abituati. Le fibre però sono particolari, poiché sono 100 volte più fini di un capello e in quanto tali riescono a intrappolare il trucco sul disco e far sì che non ritorni sulla pelle durante la seconda passata. E dopo una o due passate sulla pelle il trucco sarà svanito nel nulla. Qual è però il beneficio ambientale di questo ennesimo, super tecnologico dischetto struccante?

Prima di tutto, le microfibre si attivano soltanto con un po’ di acqua, calda o fredda. Nulla di più. Nessun prodotto, olio, gel detergente o acqua micellare. Soltanto acqua. In più il disco è riutilizzabile, in quanto si può lavare più di 200 volte senza che perda la propria efficacia. Dopo aver tolto un trucco leggero basta lavare FaceHalo con un po’ d’acqua calda e del sapone di Marsiglia. Per quello più pesante, invece, dopo un passaggio in lavatrice FaceHalo tornerà come nuovo.

Ogni disco costa intorno ai 7 euro e dura circa 3 mesi se utilizzato ogni giorno. L’unica pecca è che in Italia ancora non è arrivato ed è acquistabile solo on-line. Come sappiamo, però, acquistare on-line non è del tutto environment-friendly e anche il costo di spedizione può diventare importante. Personalmente mi sono fatta portare FaceHalo da un amico che vive a Londra, visto che al momento è distribuito solo nel Regno Unito, negli Stati Uniti, in Australia, in Nuova Zelanda, in Corea, nell’Irlanda del Nord, in Qatar e a Hong Kong. Forse anche in qualche grande centro commerciale in Europa (qui la lista dei punti vendita). Esistono dei dischi struccanti simili di marche italiane, come Blueeco e Lamazuna, ma non li ho provati quindi non so con certezza se siano efficaci al pari di FaceHalo oppure no.

Complice l’influenza di Internet come YouTube e social media, ero arrivata ad utilizzare una quantità di prodotti esorbitante per potermi struccare alla perfezione. Il bifasico per gli occhi, il latte detergente per il viso, il gel detergente per il risciacquo e lo scrub per togliere i residui. Quattro prodotti, quindi quattro contenitori diversi e quattro rifiuti plastici in più ogni mese. E anche il portafogli non era felice. Nella speranza di trovare prodotti che fossero il più naturale possibile, con meno ingredienti possibili, stavo cominciando a spendere un patrimonio. Il tutto per un’operazione che ora mi richiede solo dell’acqua calda. Più naturale di così…