KLM, la prima compagnia aerea che invita a non volare

KLM

“Era proprio necessario incontrarsi di persona? Se sì, non era meglio prendere il treno?” Questi sono i consigli inaspettati, al limite del rimprovero, della compagnia area KLM. Strano ma vero la compagnia aerea olandese ha lanciato una nuova, surreale campagna di marketing in cui disincentiva le persone a volare. Se proprio non è possibile, visto che “prima o poi tutti dobbiamo prendere un aereo, pensa a volare responsabilmente” dice la pubblicità. Il video in questione incentiva inoltre i clienti a contribuire al loro piano di compensazione di CO2 durante l’acquisto del biglietto.

Quanto inquinano gli aerei?

Anche grazie a questa iniziativa, KLM è la terza compagnia più attenta all’ambiente dopo Norwegian Air e Swiss Air. Alcuni hanno già ipotizzato che si tratti soltanto dell’ennesimo green washing da parte di un’azienda. Infatti, per quanto più virtuosa di altre, KLM è pur sempre una compagnia aerea e contribuisce alle emissioni di CO2 nell’atmosfera.

Secondo i dati comunicati dagli Stati membri alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), le emissioni di CO2 di tutti i voli in partenza dall’Europa sono aumentate da 88 a 171 milioni di tonnellate (+ 95%) tra il 1990 e il 2016. Le future emissioni di CO2 dovrebbero aumentare di un ulteriore 21% raggiungendo le 198 milioni di tonnellate nel 2040.

Entro il 2050 il contributo dell’aviazione al riscaldamento globale dovrebbe triplicare. Ad oggi, l’aviazione è responsabile del 3,6% delle emissioni totali di gas a effetto serra, diventando la seconda fonte più importante dopo il traffico stradale. Parlando in termini assoluti però un aereo di linea inquina come circa 600 auto non catalizzate (Euro 0). Di conseguenza i più grandi aeroporti italiani emettono ogni giorno la stessa quantità di emissioni di circa 350mila auto Euro 0.

Fonte: elaborazione GreenRouter su DEFRA Crabon Factors 2017

Un ampio margine di miglioramento

Un altro problema dell’inquinamento aereo rispetto a quello automobilistico è che l’anidride carbonica e gli ossidi di azoto vengono rilasciati nella troposfera e nella bassa stratosfera. Queste sono aree dove solitamente non arriva l’inquinamento terrestre e dove si addensano i fenomeni meteorologici come la pioggia. Più è alta la concentrazione di sostanze tossiche, più le piogge saranno acide e rovineranno i raccolti, la flora e in generale l’ambiente.

Per questo elogiare una compagnia aerea, per quanto virtuosa, non è l’intenzione di questo articolo. Il margine di miglioramento è inoltre molto ampio. Come si legge su un articolo de Linkiesta, obbligare i clienti a pagare la carbon tax includendola nel costo del biglietto, invece che lasciare loro la possibilità di scegliere, potrebbe essere un’ulteriore soluzione. Oppure si potrebbe ridurre la distanza tra i sedili, sacrificando un po’ di comodità ma permettendo a più persone di salire su ogni singolo aereo. O ancora dovrebbero diminuire la quantità di voli a breve distanza e favorire quelli intercontinentali per disincentivare gli spostamenti da e per luoghi raggiungibili con altri mezzi di trasporto.

Come dice la pubblicità di KLM, però, può capitare di dover prendere un aereo, per quanto raramente. Cerchiamo quindi di scegliere in modo più consapevole e, perché no, premiare le compagnie che mostrano un po’ più di attenzione verso le problematiche ambientali.