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Il Natale è alle porte e come ogni anno è partita la corsa al regalo perfetto. I primi acquisti sfrenati sono avvenuti con il Black Friday del 29 novembre scorso, ribattezzato da alcuni come “giornata mondiale del consumismo”. I cittadini di tutto il mondo hanno infatti approfittato del ribasso dei prezzi per iniziare a spuntare dalla lista dei regali cellulari, gioielli e vestiti da regalare ai propri cari. Senza tenere conto che una giornata del genere è tutt’altro che da celebrare, viste le devastanti conseguenze che il consumismo provoca sugli equilibri della Terra. Il Natale però, è e può restare una festa da celebrare, se solo si adottano alcuni accorgimenti che lo rendano sostenibile dal punto di vista ambientale. Ecco una lista di cose che tutti noi potremmo fare durante queste vacanze nel rispetto del pianeta che ci ospita.

1. Cibo: scegliamo bene cosa mangiare a Natale

In primo luogo, un consiglio per tutte le cuoche e i cuochi che stanno pensando alla cena della Vigilia, al pranzo di Natale o al cenone di Capodanno. Come più volte evidenziato da questo blog, il cibo rappresenta un enorme fetta delle emissioni globali: il sistema agroalimentare inquina in ogni singola fase del processo, dai pesticidi nei campi ai sistemi di stoccaggio e imballaggio, dalla rete dei trasporti che transitano il cibo da ogni parte del mondo, fino agli sprechi alimentari. Soprattutto, il settore dell’allevamento, e quindi della carne, incide enormemente sul cambiamento climatico. Per questo, la prima scelta che possiamo fare durante le feste riguarda il cibo che compriamo e mettiamo sulle nostre tavole.

Possiamo prediligere prodotti biologici, senza farci ingannare dal prezzo lievemente maggiore, perché siamo ormai consapevoli che un prezzo giusto debba considerare il rispetto del pianeta e delle persone che hanno lavorato per far sì che quel prodotto arrivi nelle nostre mani. Possiamo inoltre raffinare la nostra ricerca, scegliendo produttori biologici e locali, con cui magari abbiamo un rapporto di fiducia e che possano garantire la sostenibilità dei propri prodotti.

Leggi il nostro articolo: “Perchè il cibo biologico è più caro del cibo convenzionale”

…alcuni accorgimenti sulla carne

Infine, possiamo fare dei piccoli accorgimenti al menù, evitando che la carne sia la portata principale. E se proprio non possiamo fare a meno della carne per il ripieno dei cappelletti o per i secondi, possiamo comunque verificare che la carne scelta non provenga da allevamenti intensivi. Ricordiamo infatti che negli allevamenti intensivi lo scopo principale è produrre quanto più prodotto nel minor tempo possibile; questo avviene attraverso l’uso di antibiotici e ormoni, con enormi conseguenze sulla nostra salute (resistenza agli antibiotici tradizionali) e sull’ambiente (inquinamento delle falde acquifere).

2. Regali: vestiti e scarpe sostenibili

Per quanto riguarda invece i regali, esistono criteri molto semplici per far sì che i nostri familiari o amici siano comunque felici del dono ricevuto. Anche in questo caso, la cosa più semplice da fare è rivolgersi ai negozi locali, evitando i grossi marchi gestiti da multinazionali. Prima abbiamo osservato il grosso impatto del settore agroalimentare sul clima, ma ricordiamo che il settore della moda è altrettanto colpevole: i vestiti di bassa qualità che compriamo per pochi euro hanno una vita molto breve nei nostri armadi, ma diventano un rifiuto a lungo termine per la Terra e per i suoi abitanti futuri.

Esistono ormai innumerevoli brand italiani che sono nati all’insegna della sostenibilità o che hanno convertito la propria produzione. Solo per citarne alcuni nel settore della moda, in Sicilia è nato “Orange Fiber”, il primo tessuto sostenibile dagli scarti di agrumi. Se invece volete regalare delle scarpe, due ragazzi di Milano hanno creato una start-up che vende calzature totalmente animal free, cioè di origine non animale. Come i due ragazzi sottolineano nel loro sito, le scarpe sono considerabili vegane al 100%, ma i due creatori hanno deciso di non sottolineare questo aspetto per andare “oltre la nicchia” e raggiungere un pubblico quanto più ampio possibile.

Leggi il nostro articolo: “Moda sostenibile: i brand più famosi impegnati per l’ambiente”

3. Regali: un libro sull’ambiente

In ogni caso, vogliamo ricordare che il regalo non deve essere per forza comprato: sono ormai di moda i regali fatti a mano, come la creazione di cornici con elementi naturali, barattoli da confetture, sciarpe e cappelli fatti ai ferri, eccetera. Seguendo semplici tutorial su Internet, numerosi giovani stanno riscoprendo il gusto di creare regali fai-da-te. Inoltre, ben venga il riciclo: possiamo mettere in circolo dei beni di cui noi non facciamo più uso, se sono ancora in buono stato. Per esempio, un regalo veramente utile per l’ambiente e per tutti noi potrebbe essere regalare un libro che riguarda il cambiamento climatico e che abbiamo nella nostra libreria.

Per chi non riesce a rinunciare al gusto di comprare qualcosa di nuovo nei negozi, un libro rimane comunque un’ottima idea. Questo suggerimento ci arriva proprio da “Fridays For Future”: attraverso i canali social, il movimento ecologista ha invitato le librerie e le biblioteche ad “inserire all’ingresso dei loro locali una bacheca o scaffale dedicato a libri, di generi diversi e per grandi e piccoli, sulla crisi climatica e sull’ambiente, da ora fino a poco prima di natale”. Se siete alla ricerca del titolo perfetto, ricordiamo che nel nostro blog c’è una sezione apposita in cui consigliamo libri sull’ambiente e sulla sostenibilità.

Leggi il nostro articolo: “Possiamo salvare il mondo prima di cena. Perchè il clima siamo noi”. Il caso letterario dell’anno

4. Relazioni: sfruttiamo il Natale per contagiare chi ci circonda

Regalare un libro sul cambiamento climatico persegue il semplice obiettivo di aumentare la sensibilità ecologica di chi ci circonda. Infatti, è ormai noto che i principali ostacoli alla lotta al cambiamento climatico sono l’ignoranza, le fake news e l’indifferenza. Le vacanze natalizie sono un’occasione perfetta per coinvolgere i nostri parenti, i nostri amici e i colleghi. A tal fine, suggeriamo di evitare i moralismi e le prese di posizione troppo rigide. Il trucco migliore per contagiare è raccontare la propria esperienza: perché ci sta così a cuore questo problema e cosa stiamo facendo per contribuire a rendere il pianeta più sostenibile. Cerchiamo di appassionare le persone che amiamo, senza essere troppo pesanti, noiosi e soprattutto senza giudicare. Come diceva Nelson Mandela: “l’educazione è l’arma più potente che si possa usare per cambiare il mondo”.

5. Viaggi: privilegiamo la natura

Per ultimo, molte persone durante queste vacanze avranno il tempo di fare una vacanza o esplorare nuove città. Ricordiamo che anche il settore dei trasporti gioca un ruolo fondamentale nella crisi climatica. Possiamo lanciare una sfida a noi stessi e scegliere di evitare l’uso dell’aereo per queste vacanze o, se non indispensabile, per tutto il 2020. Cerchiamo di evitare i viaggi in macchina quando esiste un’alternativa con i mezzi pubblici; evitiamo i viaggi da soli e attiviamoci per i servizi di car-sharing come BlaBlaCar. Soprattutto, proviamo a privilegiare mete naturalistiche piuttosto che città super inflazionate dove il turismo ha trasformato e rovinato la bellezza che c’era. Ricordiamoci che l’Italia è piena di musei a cielo aperto: il contatto con la natura è il modo più facile e primitivo per avere consapevolezza della ricchezza che abbiamo intorno e che potremmo perdere.

Leggi il nostro articolo: “Ridurre la plastica in viaggio. Ecco come fare”

Un Natale fatto di scelte sostenibili

In definitiva, esistono numerose scelte che possiamo compiere nelle prossime settimane in nome della sostenibilità. Non sono scelte radicali, non sono scelte impossibili da attuare e non saranno neanche scelte che metteranno fine alla crisi climatica. Sono però passi decisivi verso l’obiettivo che vogliamo raggiungere. Piccole azioni individuali che portano in grembo un grande potenziale di contagio positivo verso chi ci sta accanto. Il Natale è solo una scusa? Certamente sì, ma è anche una delle migliori occasioni per ritrovarsi e mostrare che qualcosa si sta muovendo. I pacchi sotto l’albero, il menù del 25 dicembre, il luogo dove faremo il conto alla rovescia in attesa del nuovo anno… sono tutte scelte che possiamo compiere sin da oggi per salvare noi stessi e il pianeta.  

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