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Animali in via di estinzione nel mondo ed in Italia

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La sesta estinzione di massa sta accelerando ad un ritmo vertiginoso e così il numero di animali in via di estinzione. Gli attuali tassi di scomparsa per le specie sono 100-1000 volte maggiori rispetto a quelli precedenti. Oggi, molte delle specie esistenti sono sull’orlo del precipizio, in particolare tra i vertebrati. Il 21% delle specie di uccelli, il 27% delle specie di mammiferi e il 36% delle specie di anfibi sono minacciate dall’estinzione.

Sono i dati riportati dall’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) . L’IUCN nel 1964 ha istituito una “lista rossa” delle specie minacciate e ha iniziato ad organizzare i dati raccolti in tutto il mondo. La lista è divenuta il più importante database globale ed uno strumento essenziale per la politica di conservazione. Gli animali elencati in questo articolo sono tra le oltre 35.000 specie di animali e piante che IUCN ha dichiarato a rischio di estinzione. Le stime dell’IUCN si basano tuttavia sulla valutazione di solo 106.000 specie delle oltre 1,5 milioni di specie di animali e 300.000 piante che gli scienziati hanno descritto e nominato. Queste, secondo le loro stime, sono comunque meno di un quarto di ciò che c’è realmente là fuori.

Un recente rapporto intergovernativo sulla crisi della biodiversità ha stimato che l’estinzione minaccia fino a un milione di specie animali e vegetali, note e sconosciute.

Cosa causa l’estinzione degli animali?

Attualmente, più del 99% delle estinzioni delle specie attuali sono attribuibili all’attività antropica.

Come riportato dal WWF e da National Geographic, la perdita e la degradazione degli habitat naturali è la più grande minaccia per gli animali in via di estinzione. La distruzione degli habitat è causata principalmente dalla conversione della terra per le attività dell’uomo quali agricoltura, commercio, edilizia abitativa anche attraverso la deforestazione. Questo è particolarmente evidente nelle foreste tropicali.

Un’altra causa è l’introduzione di specie “aliene” (non autoctone) dannose che interessa quasi tutto il mondo. 

Tra le cause direttamente riconducibili all’uomo emerge il bracconaggio, l’uso non sostenibile e il commercio illegale di alcuni animali che rappresentano una grave minaccia anche per la sopravvivenza degli ecosistemi in cui queste specie naturalmente vivono. Infine, il sovra sfruttamento delle risorse, i cambiamenti climatici e l’inquinamento sono tra le altre cause dell’estinzione degli animali direttamente o indirettamente imputabili all’attività antropica.

Quali sono gli animali in via di estinzione nel mondo?

Come sottolineato, gli animali in via di di estinzione sono tantissimi e potete trovare una lista completa qui. Di seguito, ecco 10 delle specie più a rischio del regno animale: (Fonte: IUCN)

Orso polare

Esemplari rimasti: circa 22.000

L’orso polare sta scomparendo insieme all’ambiente in cui vive. Il surriscaldamento globale sta provocando lo scioglimento del Polo Artico, l’habitat dell’orso polare da cui dipende la sua sopravvivenza e alimentazione

Leggi anche: Estinzione: a rischio orsi polari e squali (lecopost.it)

Rinoceronte di Giava

Esemplari rimasti: circa 60

Il bracconaggio indiscriminato ha dichiarato l’inesorabile condanna a morte di questo enorme rinoceronte asiatico, un tempo largamente diffuso dalle isole di Giava e di Sumatra in Indonesia fino all’India e alla Cina, Il suo corno, particolarmente richiesto nella medicina tradizionale cinese, può valere oltre 30.000 $ al chilo sul mercato nero.

Tigre

Esemplari rimasti: circa 4.000

Quattro specie di tigre non esistono più e ne sono rimaste solo cinque sottospecie che si trovano sul territorio asiatico. La tigre è uno degli animali più minacciati dal commercio illegale e dal bracconaggio e viene cacciata per la pelle, gli occhi, le ossa e persino gli organi. Nel mercato illegale, l’intera pelle di questa creatura può costare fino a 50.000 dollari.

Tartarughe marine

Le tartarughe, purtroppo, scambiano la plastica che galleggia nell’oceano per cibo, il che le porta alla morte. Perdono il loro habitat anche a causa della costruzione di massa di grandi hotel in prima fila sul mare, luogo dove invece dovrebbero deporre le uova. Inoltre, Secondo le stime del WWF, ogni anno circa 150mila tartarughe marine finiscano catturate negli attrezzi da pesca nel Mediterraneo e  di queste oltre 40.000 muoiono.

Gorilla di montagna

Esemplari rimasti: circa 800

Gli ultimi esemplari rimasti sono confinati nella regione dei Monti Virunga, al confine tra Uganda, Ruanda e Repubblica Democratica del Congo, e all’interno dell’impenetrabile foresta di Bwindi, nell’Uganda sud-occidentale. La progressiva riduzione del suo areale, le minacce provocate dal bracconaggio intensivo e la preoccupante deforestazione, riducono all’osso le risorse naturali indispensabili alla sua sopravvivenza. Consigliamo la visione del documentario ”Virunga”’ (2014)

Leopardo dell’Amur

Esemplari rimasti: 35-50

È considerato il felino più raro al mondo. L’agricoltura intensiva, la frammentazione degli habitat, la colonizzazione urbana e il bracconaggio a scopo commerciale hanno inesorabilmente ridotto al minimo le popolazioni di questo animale, originario delle zone montane della taiga e delle foreste temperate della Corea, Cina nord-orientale e Russia orientale.

Elefante di Sumatra

Esemplari rimasti: 2000-2500

Questo animale una delle specie più a rischio di tutto il regno animale. Negli ultimi 25 anni, questa specie endemica di Sumatra ha perso l’80% del suo habitat originario, principalmente a causa dell’intensa deforestazione operata per fare spazio alle dilaganti piantagioni di olio di palma e all’agricoltura intensiva.

Orango di Sumatra

L’orango di Sumatra è il più grande primate asiatico, dopo l’uomo, ed è la più rara delle due specie esistenti di orango. Si caratterizza per un pelo rossiccio, questo animale vive nelle foreste pluviali dell’Indonesia ma a causa dei numerosi incendi che distruggono le foreste per dare spazio alle coltivazioni intensive di palme da olio, la loro esistenza è sempre più a rischio, e l’orango è ormai diventato il simbolo della deforestazione e della scomparsa degli habitat naturali.

Vaquita

Esemplari rimasti: circa 12

La Vaquita è una rarissima specie di focena che vive nel Golfo della California. Ancora da ricondurre al comportamento umano le cause del declino della vaquita, le cui popolazioni sono state sterminate dalle reti da pesca e avvelenate dall’inquinamento marino, in particolare dai pesticidi clorinati riversati nelle acque dalle industrie costiere.

Saola

Esemplari rimasti: circa 500

Si tratta di un animale sconosciuto ai più (sicuramente non ne avrete mai sentito parlare), il Saola, o bue di Vu Qang è uno dei mammiferi più rari al mondo. Il suo nome significa “corna affusolate”, viene chiamato anche “l’Unicorno d’Asia” e vive in un’area ristretta tra la Riserva Naturale di Vu Quand e Laos, vicino al confine col Vietnam La deforestazione e la caccia selvaggia hanno ridotto all’osso la popolazione di questo animale molto raro, e la sua impossibilità a vivere in cattività rende difficile la sua tutela.

Animali in via di estinzione in Italia

Per quanto riguarda l’Italia, la lista rossa degli animali in via di estinzione italiani riporta che complessivamente il 31% dei vertebrati italiani sia minacciato. In ambiente terrestre le principali minacce ai vertebrati italiani (esclusi gli uccelli) sono la perdita di habitat (circa il 20% delle specie) e l’inquinamento (15% circa) Il rischio è quello di veder scomparire ben 266 specie considerate dagli esperti internazionali animali a rischio di estinzione in Italia.

Ecco alcune delle specie a rischio di estinzione nel nostro Paese: (Fonte: Lista rossa dei vertebrati italiani)

Orso Bruno Marsicano

L’orso bruno ha visto drasticamente ridursi il suo habitat e il numero dei suoi esemplari. Ad oggi si contano appena una cinquantina di esemplari, raccolti all’interno del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise

Aquila del Bonelli

Ne rimangono meno di venti coppie ormai concentrate nella sola Sicilia, sempre più minacciate dalla trasformazione degli habitat più idonei in particolare dall’agricoltura intensiva e dalle infrastrutture.

Diverse specie di farfalle diurne

Fondamentali per l’impollinazione e legate agli spazi aperti di prati, pascoli e praterie in Italia il 13% delle farfalle diurne è classificato come a rischio estinzione, su un totale di 288 specie autoctone inserite nella Lista Rossa. Tra le cause, anche la riforestazione naturale, conseguenza dell’abbandono delle aree rurali, ma anche l’intensificazione dell’agricoltura 

Stambecco alpino

Lo stambecco è senza dubbio una delle specie simbolo dell’arco alpino, ed oggi ne esistono soltanto 53 colonie frutto di un importante lavoro di ripopolamento dopo che, verso la fine del secolo scorso, era quasi totalmente scomparso dall’Italia. 

Cosa perdiamo quando perdiamo una specie?

Come afferma Elizabeth Kolbert su National Geographic, vincitrice del premio Pulitzer, bisogna pensare ad una specie come ad un pezzo di un puzzle. Che si tratti di una scimmia o una formica, ogni specie ci offre una risposta alla domanda ‘’come vivere sul pianeta Terra’’ . Il genoma di una specie è una sorta di manuale; quando la specie si estingue, quel manuale va perso. In questo senso, stiamo distruggendo la biblioteca della vita. Data la frequenza delle estinzioni, ci stiamo abituando ad essa. Scoprire la varietà delle specie viventi contribuisce ad arginare questa desensibilizzazione e ci insegna quanto sia essenziale ogni specie che si sta perdendo.

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di Miriam Santoro
Gen 22, 2021
Nata nel 1998 in provincia di Frosinone, consegue la laurea in ”Comparative, European and International Legal Studies” presso l’Università di Trento a pieni voti. Attualmente frequenta il corso di laurea magistrale ”Law and Sustainable Development” con una specializzazione in diritto dell’ambiente presso l’Università Statale di Milano. Da sempre appassionata di scrittura, si avvicina al mondo del giornalismo grazie ad un tirocinio presso ”OBC Transeuropa” (un think tank che si occupa di sud-est Europa). Viene quindi selezionata per una campagna di sensibilizzazione promossa dall’UNDP, ”Young Environmental Journalist campaign -2020″ e frequenta il corso di giornalismo ambientale di inchiesta promosso dal ”Centro Documentazione Conflitti Ambientali” e dall’associazione ”A Sud”. Durante gli studi si appassiona alla tematica ambientale e diviene consapevole che la protezione dell’ambiente è l’ambito che più di tutti richiede il suo urgente, seppur piccolo, contributo. Crede nel diritto e nella corretta informazione, i suoi strumenti per poter fare la sua parte nella salvaguardia del pianeta e nello sviluppo di una società più sostenibile.

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